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Non tutte le mamme riescono col buco. La mia per esempio…

La mamma non è, purtroppo, sempre la mamma.

Come ogni anno la festa della mamma si avvicina. Momento per ricordare a tutti noi quanto una madre sia importante e preziosa nelle nostre vite. Per molti sicuramente, ma non per tutti.

Parlo di me, della mia di madre, e di tutto il dolore che ha provocato nella mia vita e in quella dei miei fratelli, dei miei figli. Non voglio far finta, solo perché è la festa di tutte le mamme, che tutte le donne che mettono al mondo dei figli siano portate per farlo. Non voglio far finta, solo per sembrare buona, riconoscente e amorevole, che basta fare dei figli per essere considerata una madre degna di questo nome.

I figli sono una responsabilità, una scelta, un dono. 
Le madri devono proteggere, educare, fortificare.

Se metto insieme , in 54 anni, il tempo che ho passato con mia madre, non arrivo a un anno. Questo significa che ne io, ne i miei fratelli abbiamo tutti quei bellissimi ricordi che normalmente dei figli hanno: la mamma che ti accompagna a scuola, che ti sostiene durante una gara sportiva, che ti prepara il tuo piatto preferito e così via.
In realtà abbiamo solo un gran buco nero, profondo e indelebile, un buco che a volte ci ha risucchiati facendoci sprofondare in una serie di errori e dolori.

Personalmente non sostengo la tesi che fallisci per colpa dei tuoi genitori, la considero solo una scusa, ma non posso negare che almeno fino ai 21/22 anni una madre come la mia ha sicuramente un impatto devastante. Dopo è responsabilità di ognuno darsi da fare per non distruggere il resto della vita che verrà.

Non voglio concentrare tutto il discorso su mia madre, ma mettere nero su bianco un’altra verità rispetto a quella a cui siamo stati abituati sulla “mamma”.
Sono anche certa di non essere l’unica ad aver subito un tale danno, purtroppo.
La filmografia, ad esempio, è piena di madri interrotte, crudeli, spaventose.

E tutto ciò da cosa dipende? Come può una madre arrivare a devastare la vita dei propri figli? Lasciarli da soli in macchina per 6/8 ore consecutive, riempirli di insulti, creare loro problemi sociali, farli bere e fumare fin da piccoli e altro ancora? Francamente non me lo sono mai spiegato, essendo a mia volta madre. Anzi, paradossalmente, quando eravamo piccoli e fino ai 20 anni, io e i miei fratelli avevamo una sorta di adorazione per questa madre distante, irraggiungibile e crudele. Pensavamo che lei era così perché noi, in qualche modo, eravamo stati cattivi.

Mi ci sono voluti anni di psicanalisi per capire che il problema era nella sua testa e non in me. Con la pratica buddista sono riuscita a perdonarla, ad avanzare nella mia vita ma quel buco nero resterà per sempre parte di me. Ora ci ho fatto pace.


Grazie, vi voglio bene.

Brano consigliato durato la lettura: ” Gocce di memoria” Giorgia